giovedì 9 giugno 2016

LA LEGITTIMA DIFESA: di cosa si tratta e cosa potrebbe cambiare.




La legittima difesa non è uno strumento di vendetta ma piuttosto una sorta di giustificazione in casi di estremo pericolo per se’ stessi o per altre persone.
Alla luce degli ultimi fatti di cronaca però le regole potrebbero cambiare.

Di cosa si tratta.
A livello legislativo la legittima difesa è prevista come causa di giustificazione in caso di commissione di un reato.
Secondo quanto previsto dall'art. 52 c.p., infatti, non sarà punibile chi ha commesso un reato nel caso in cui sia stato costretto ad agire per difendere se stesso o gli altri da un pericolo.
I requisiti sono due:
- la necessità: si configura la legittima difesa ogni volta in cui ci sia un pericolo imminente e non sia possibile chiedere l’intervento dell’autorità.
- la proporzionalità: la difesa deve essere proporzionata all’offesa, con particolare attenzione alla tipologia di beni in pericolo, altrimenti si configurerà l’eccesso colposo e quindi il relativo delitto previsto dall'art. 55 c.p..
La legittima difesa però, così come prevista, non è un riconoscimento della vendetta. La vendetta, infatti, è una reazione successiva a un’aggressione. La legittima difesa invece si configura come unico rimedio possibile.

Facciamo un esempio: Si pensi al frequente caso di un ladro che s’introduce in un’abitazione di notte. Il proprietario si sveglia e scorge il ladro che lo sta derubando dei propri beni e così, per difendere la sua proprietà lo aggredisce.
Il furto è un reato che lede il patrimonio di un soggetto. Non sarà quindi possibile invocare la legittima la difesa nel caso in cui per difendersi dal furto si provochi la morte o lesioni del ladro. In questo caso, infatti, il bene leso è quello della vita e dell’integrità fisica, un bene più importante rispetto al patrimonio.

Cosa potrebbe cambiare
Alla luce degli ultimi fatti di cronaca, è stata presentata una proposta di legge che è ora all’esame del Parlamento, che dovrebbe riformare la legittima difesa.
Ad oggi spetta al giudice valutare l’esistenza dei requisiti della legittima difesa.
Uno dei punti più dibattuti della riforma prevede invece che sia direttamente la legge a dettare indicazioni specifiche.
In particolare, c’è chi vorrebbe una norma più permissiva. In questo caso, colui che spara per difendere se stesso o la sua famiglia (non la proprietà, quindi si tratterebbe di beni dello stesso valore) non compie un reato perché agisce per difendere il bene della vita.
Sarebbe inoltre punita in modo più severo la violazione del domicilio e l’aggressore non potrebbe divenire una vittima, venendo esclusa qualsiasi responsabilità per danni subiti e quindi ogni possibile risarcimento.
La proposta è ancora all’esame del Parlamento ma in ogni caso, alla fine del percorso, si arriverà ad avere una legittima difesa con un ambito di applicazione decisamente più ampio.

Avv. Guglielmo Mossuto

1 commento:

  1. i problemi li hanno solo le persone oneste, i delinquenti in quanto tali il piu delle volte non vengono neanche perseguiti :(
    Se la legge sulla legittima difesa non dovesse essere cambiata a favore delle vittime propongo che i signori ladri per distinguersi da stupratori ed assassini devono utilizzare abbigliamento atto a distinguerli, non sarebbe male se fosforescente in quanto essere svegliati nel cuore della notte con gli occhi ancora abbottonati rende difficile distinguere chi si ha davanti.
    Personalmente chi entra non invitato in casa mia lo fà a suo rischio e pericolo.
    Qualcuno obbietterà che gli assassini sapendo che le loro potenziali vittime potrebbero opporre resistenza si doteranno di armi maggiormente letali........
    Scelte politiche a livello regionale e comunale fanno si che i rischi in alcuni posti siano elevati.
    Essere buoni e generosi non vuole dire essere fessi!
    Basta guardare quanti bei politici di sinistra che "onestamente" si intascano mensilmente migliaia di euro..............

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